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Placebome: si chiariscono gli aspetti genetici e neurofisiologici dell’effetto placebo

CervelloPlaceboCome funziona l’effetto placebo? Com’è che una sostanza inerte, o una pratica terapeutica, su certe persone ha un effetto benefico, mentre su altre meno o addirittura nullo? Già da qualche anno sono noti gli studi sulla genetica dell’effetto placebo da parte del gruppo guidato da Kathryn T. Hall (Program in Placebo Studies, Beth Israel Deaconess Medical Center, Harvard Medical School, Boston, USA). Fino ad oggi sono stati scoperti 11 geni implicati nella risposta al placebo e in relazione ai neurotrasmettitori interessati dal fenomeno. Con effetti a monte o a valle della dopamina e delle funzioni oppioidi, a seconda della malattia o disturbo da trattare.

Si è quindi compreso, oltre che empiricamente, che l’effetto placebo non è uguale per tutti ma è invece un fenomeno individuale. Da qui l’idea che in futuro si possa utilizzare l’effetto placebo personalizzato, definito in inglese “placebome” (gli effetti genomici del placebo). Anche se tutto ciò è ancora agli inizi, si evidenzia che il placebo non è semplicemente un fenomeno psicologico, ma bensì ha profonde radici genetiche e neurofisiologiche. E, volendo allargare il discorso, troverebbero spiegazione tutti quei trattamenti magici, suggestivi, ipnotici che nell’arco dei secoli hanno condotto l’umanità fino alla medicina e ai trattamenti terapeutici dei nostri giorni.

Kathryn T. Hall, Joseph Loscalzo, Ted J. Kaptchuk1, Genetics and the placebo effect: the placebome, Trends Mol Med. 2015 Mar 25. 

Placebo Effect Plus Genetics: The placebome

Vedi anche:

Si fa presto a dire placebo

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2 Risposte

  1. Può essere in questo modo l’inizio della spiegazione riguardo l’efficacia o meno su alcune persone dell’omeopatia? Invece di pensare a come una sostanza diluita milioni di volte possa espletare un effetto sull’organismo, ritengo che la “placebomica” possa cominciare a dare qualche spunto interessante.

    • Penso proprio di sì. Si tratta di una strada razionale da seguire, proprio per quanto lei osserva: perché certi trattamenti, ritenuti scientificamente inefficaci, agiscono su certe persone e su altre no? Aggiungo che in questa prospettiva genomica del fenomeno placebo riveste grande importanza tutto ciò che ruota attorno ad esso: come vengono presentati il trattamento o la terapia, le figure che praticano, l’ambiente, la cultura di supporto. Tutti elementi epigenetici che agiscono potentemente (emozionalmente) sulla nostra mente e sul nostro corpo. Se pensiamo, ad esempio, che esiste un fenomeno definito del “camice bianco” per cui i valori della pressione arteriosa si alzano se ce la misura il medico…

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