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Il tuo divano è un killer?


SOFANell’ambiente che ritieni più protettivo, e magari più sano, la tua casa, potrebbero annidarsi tra i peggiori veleni. Alcuni di essi hanno un nome e una identità malefica: interferenti  endocrini. Sostanze chimiche utilizzate in aggiunta a oggetti di uso comune (prima di essere messi al bando persino nei biberon) in grado di mimare l’attività ormonale e, di conseguenza, alterare e fare ammalare il nostro sistema endocrino. Gli interferenti endocrini sarebbero ad esempio una importante concausa nella pubertà precoce e nell’epidemia di sovrappeso e obesità nei bambini e nei ragazzi.

Tutta una serie di oggetti domestici, ad esempio i materassi (ci resti disteso sopra dalle sei alle otto ore al giorno) contenevano, e se non sono di moderna fattura, contengono interferenti endocrini. Ma pure le tappezzerie. Così dicasi per tutti quei mobili ignifughi, o a ritardo di fiamma, cioè contenenti additivi chimici in grado di limitarne o ritardarne la combustione. In pratica, l’impiego di certe sostanze negli ambienti domestici diminuisce di molto il rischio che si sviluppino incendi, oppure aumenta i tempi di propagazione degli incendi. Ma nessun pasto è gratis, dice il proverbio. Ciò che ci mette a protezione di un potenziale incendio, potrebbe metterci di fronte a un reale rischio di malattie endocrine. In particolare, il tumore della tiroide, che sta registrando in tutto il mondo, e in particolare negli Stati Uniti dove è il tumore con aumento più veloce, un preoccupante incremento.

In uno studio presentato al recente ENDO 2017: The Endocrine Society Annual Meeting, sono stati messi sotto osservazioni persino i divani di fattura antecedente il 2005. Contenenti considerevoli schifezze chimiche. Immagina quei divani consunti e le microparticelle che vagolano per la stanza. Due composti molto diversi, il TCEP sigla del fosfato di tris(2-cloroetile) e il TPHP sigla del trifenilfosfato, ritardanti di fiamma organofosfati trovati nelle cornici plastiche e nei mobili imbottiti, sono stati associati con più i più aggressivi carcinomi papillari che si estendono oltre la tiroide. L’autrice di questo recente studio presentato all’ENDO 2017, la chirurga endocrina Julie Ann Sosa della Duke University (Durham, Carolina del Nord, USA), ha così commentato: “Per i ritardanti di fiamma, da qualche tempo da una parte c’è la consapevolezza del loro valore – proteggono dalla infiammabilità e rispondono a importanti standard di sicurezza – ma dall’altra hanno potenzialmente un costo sulla salute umana, in termini di tumori”.

Julie Ann Sosa, Kate Hoffman, Amelia Lorenzo, Craig M Butt and Heather Stapleton, Exposure to Flame Retardant Chemicals and the Occurrence and Severity of Papillary Thyroid Cancer: A Case-Control Study, ENDO 2017

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