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L’arte di ricordare tutto. Joshua Foer il “Gianni Golfera” americano

Esce a giorni, per l’editore Longanesi, L’arte di ricordare tutto di Joshua Foer. Con la solita esterofilia tipica della stampa italiana, già il Corriere nei mesi scorsi e L’Espresso questa settimana (“Io, campione di memoria”) dedicano ampi servizi al giovane Foer, giornalista scientifico americano, appartenente ad una famiglia di scrittori e giornalisti di successo.

Foer ha scritto questo volume a seguito di un articolo che gli venne affidato dal suo giornale: seguire e raccontare la competizione, il campionato americano della memoria, che ogni anno si svolge a New York. In seguito Foer si appassiona alle tecniche per migliorare e potenziare le capacità di memoria e apprendimento, finendo con l’allenarsi regolarmente dieci o quindici minuti al giorno, per una decina di mesi. Foer, prima come ogni comune mortale  (dimenticava dove aveva messo le chiavi dell’auto o dove aveva parcheggiato la medesima), vede progressivamente incrementare le sue capacità mnemoniche. Fino a diventare egli stesso un “campione” di memoria.  Fino a partecipare, un anno dopo, al campionato americano di memoria, e vincerlo. Qualche mese dopo si ritrovò a rappresentare gli Stati Uniti nel campionato mondiale. Egli stesso aggiunge, nell’intervista a cura di Andrea Visconti sull’Espresso di questa settimana: “Non feci bella figura perché gli europei sono più forti degli americani”.

Va fatto notare che Joshua Foer dice le stesse, identiche cose che va sostenendo e insegnando da oltre dieci anni Gianni Golfera nel nostro Paese. E che sono state diffuse anche attraverso libri come La memoria emotiva (2003) e Il grande libro della memoria, uscito l’anno passato, entrambi editi da Sperling & Kupfer. Ad esempio il potere delle immagini. Dice Foer: «Gli europei hanno tecniche elaborate per trasformare le informazioni in immagini. I migliori campioni europei sono in grado di trasformare in immagini qualsiasi numero da zero a un miliardo. La memoria non è altro che l’abilità di creare velocemente immagini indelebili».

Ma perché questo legame tra memoria e immagini? Nel Grande libro della memoria, nel paragrafo intitolato non a caso “Il potere delle immagini”, iniziamo dicendo: “Il cervello dei nostri progenitori era soprattutto visivo, e questo è il motivo per cui le immagini erano e sono ancora oggi così importanti. Riflettiamoci un attimo. Di cosa poteva mai aver bisogno un uomo delle caverne? Di imprimersi nella memoria immagini relative a luoghi, animali, ma anche divinità che credeva lo potessero proteggere da tutti i pericoli che la dura vita sul pianeta gli riservava”.  Fino a giungere alla nostra “civiltà delle immagini”, le immagini rappresentate e quelle mentali hanno avuto ed hanno grande importanza per la fissare le informazioni astratte ed apprendere.

Gianni Golfera, per quanto discusso, ha avuto ed ha il merito di divulgare ed insegnare tutto ciò. Compresa quella che pare una scoperta diffusa dal Joshua Foer: il ruolo degli italiani dei secoli passati nel perfezionare e diffondere l’arte della memoria. Tra gli altri, Giulio Camillo. Pare strano, ma sono anche queste informazioni e nozioni largamente diffuse da Gianni Golfera attraverso le sue lezioni, interviste, libri. Informazioni diffuse da Gianni Golfera anche negli Stati Uniti, tra l’altro, pure attraverso un sito in lingua.

E in più, aspetto fondamentale, anche questa presentata come “scoperta” di Foer, ogni persona in grado di applicarsi ed allenarsi nelle mnemotecniche, può veder migliorare ed incrementare le proprie capacità di memoria nel tempo. Gianni Golfera sostiene da sempre che non occorre essere soggetti eccezionali, o addirittura “idioti sapienti” come si pensava un tempo, per memorizzare e ripetere velocemente nozioni apprese in pochi minuti. Lo si può fare applicando metodi, strategie e allenamento.

C’è solo da augurarsi, ora, che qualcuno non se ne esca dicendo che “Gianni Golfera è lo Joshua Foer italiano”. Semmai è il contrario. Ma, come sempre, guardiamo ed esaltiamo ciò che ci giunge da oltreoceano, mentre tendiamo a sottovalutare, ignorare o, addirittura, denigrare ciò che abbiamo più a portata di mano. Anzi, di cervello.

Aggiornamento 1: sto leggendo il libro di Joshua Foer. E’ indubbiamente ben scritto. Non è un manuale per potenziare la memoria, ma piuttosto un saggio di come sia nata, diffusa e arrivata fino ai giorni nostri l’arte della memoria. L’excursus è sempre quello, esposto in quasi tutti i libri che si occupano di storia delle mnemotecniche: da Simonide di Ceo fino ai mnemonisti di oggi. Che allenano e utilizzano la memoria come un muscolo. Tanto da partecipare ai campionati di memoria, nazionali e mondiali. Vi sono oggi veri e propri atleti della memoria, organizzati in associazioni, club o scuole di provenienza. Il mnemonista, colui che eccelle nello sfoggio delle sue capacità mnemoniche, può essersi fatto da sé, attraverso lo studio di manuali, oppure aver seguito scuole e corsi. Foer ci racconta come, partito dal voler realizzare un servizio giornalistico sul brain training mnemonico, sia a sua volta diventato un “campioncino” di memoria.

Vi sono guru della memoria. Venerati, pagati e invitati alle trasmissioni tv. Essere grandi performer di memoria, in passato equivaleva ad essere considerati maghi, come accadde a Giordano Bruno. Oggi invece il mnemonista di successo è una star, un personaggio in bilico tra la spettacolo, il fenomeno da baraccone e la cultura. Sta all’intelligenza e alla saggezza del mnemonista proporsi come un allenatore, un trainer, un coach in grado di migliorare le prestazioni mnemoniche di chi segua i suoi insegnamenti. La curiosità suscitata da queste tecniche è data dal fatto che la maggior parte della gente lamenta di avere “poca memoria”. In realtà, terminato l’iter scolastico – e spesso anche durante il medesimo – capita che non si sappia bene come funzioni la memoria, come la si addestri e, soprattutto, come organizzare e richiamare, al momento del bisogno, nozioni e informazioni apprese. Non ho mai conosciuto qualcuno che non volesse avere più memoria o migliorare il modo di farla funzionare.

Libri come questo di Foer mostrano che ogni persona con un adeguato e costante allenamento può migliorare sensibilmente le proprie capacità mnemoniche. Che poi i guru della mnemotecnica suscitino invidie, acredine e accese rivalità, non capita soltanto a Gianni Golfera. Ne è ad esempio oggetto pure Tony Buzan (quello delle “mappe mentali”). «La comunità dei mnemonisti – scrive Joshua Foer – che partecipano alle competizioni si suddivide nettamente in due fazioni: quelli che considerano Buzan il nuovo Messia e quelli convinti che le sue idee sul cervello siano gonfiate con l’imbroglio e a volte persino poco scientifiche. Questi ultimi sottolineano, non a torto, come Buzan predichi sì una “rivoluzione globale nel campo dell’istruzione”, ma abbia avuto molto più successo nel creare un impero commerciale globale che nell’introdurre i suoi metodi nelle aule».  

Tra le righe di questo excursus, dedicato soprattutto a coloro che oggi hanno fatto delle abilità mnemoniche una professione e una abilità spettacolare, vi sono comunque contenute descrizioni su come i campioni allenano  la memoria, riflessioni sull’importanza della memoria in un mondo digitalizzato, raffronti con quanto la ricerca sul cervello va rivelando. E pure pennellate divertenti e ironiche. Come quando Foer conquista la medaglia di bronzo a una gara mnemonica e in seguito si addormenta, risvegliandosi con un gran cerchio rosso sulla guancia. Si era “dimenticato” di togliere la medaglia dal collo…

Aggiornamento 2: Claudio Castellacci mi fa notare che la prefazione in corsivo (Simonide di Ceo e la nascita dell’arte della memoria) del libro di Foer “ricorda molto” un passaggio del classico L’arte della memoria di Frances A. Yates (Einaudi).

Aggiornamento 3: domani, venerdì 22 giugno 2012, Gianni Golfera parteciperà ad un seminario sulla memoria all’Azienda ospedaliera universitaria pisana (Aoup). All’incontro, dopo un’introduzione di Ubaldo Bonuccelli, direttore dell’Unità operativa di neurologia dell’Aoup, una presentazione di Cristina Pagni sulle basi della memoria e di Gloria Tognoni sul disturbo cognitivo lieve, Golfera eseguirà alcune dimostrazioni e presenterà il suo metodo. 

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8 Risposte

  1. ho letto il libro e trovo questa recensione ben fatta, ben scritta ed anche ben calibrata sul contenuto

    è vero che in effetti il testo contiene anche nozioni e considerazioni ormai un pò ricorrenti nei tanti libri usciti che hanno per argomento le neuroscienze ed in particolare la memoria (il brano del fedro di platone, come l’aneddoto di simonide, le considerazioni sulla scrittura e sull’evoluzione della truttura del libro e via discorrendo)

    vorrei solo aggiungere che c’è anche qualche passaggio piuttosto interessante sulla natura stessa dell”io e del suo essere intessuto nella temporalità, ed anche nel concetto di mente «estesa» rispetto al corpo umano verso supporti esterni, e qui ho trovato un’affinità con un testo molto più «serio» del filosofo italiano alberto giovanni biuso, dal titolo «la mente temporale» edito da carocci nel 2009, un libro a mio avviso fondamentale su questi temi

    un cordial saluto

  2. Grazie per le sue osservazioni e per il suggerimento relativo al volume di Biuso. Me lo procurerò e leggerò senz’altro.

  3. RISPARMIATE O 19,90. E’ UN BIDONE, NOIOSO E INUTILE. E’ UNA PSANTE UNFINITA COMPOSIZIONE DI CONTATTI E RICERCHE DELL’AUTORE . IL RISULTATO DELL’AUTORE, OPO INFINITI FATICOSI ESERCIZI E’ QUELLO DI RIUSCIRE AD ESEGUIRE UNA STUPIDISSIMA ED INUTILE OPERAZIONE DI MEMORIZZAZIONE DI UN MAZZO DI CARTE! sIC!

    • Giudizio affrettato, non meritevole di considerazione poichè espressione di una conoscenza per nulla approfondita dell’argomento, dannoso in quanto qualsiasi tentativo di incrementare la memoria, la facoltà più nobile dell’uomo, dovrebbe essere degno di attenzione. Mi piacerebbe sapere quali libri consiglierebbe l’autore di questo commento.

  4. Salve,
    intanto grazie per questa recensione….
    Ho cercato johsua foer su google ed eccomi qui;
    prima non conoscevo l’autore poi su ted.com oggi ho visto i suoi 20 minuti di video e mi ha incuriosito….

    Io conoscevo Gianni golfera giá dai primi libri e apparizioni a super quark e anche i suoi metodi dei loci e delle immagini vivide bizzarre e in movimento peró non ho mai applicato tali idee alla vita quotidiana con il risultato che tutto è comune nella mia memoria…
    Poi quando poco tempo fa golfera é stato sbugiardato da striscia la notizia (vedi youtube) mi è passata la voglia di fare i corsi in aula… Di sicuro mi piacerebbe applicarmi e prestate più attenzione e memoria…
    Leggeró questo libro visto la qualitá dell’autore;

    avete libri base oltre a golfera o altre risorse per iniziare da zero?

    Grazie a tutti

  5. Grazie a lei per averci letto.
    Golfera è e rimane un mnemonista e un insegnante di tecniche di memoria. Del resto, al di là del metodo manicheo di certa tv, se le tecniche insegnate nei corsi di Golfera non funzionassero, la gente non continuerebbe a frequentarli.
    Il mondo non è sempre e comunque quello che ci viene proposto dalla tv. Occorre anche verificare di persona. Il “Grande Libro della Memoria”, scritto con Edoardo Rosati è esattamente un libro “base” che parte dalle tecniche applicate e insegnate da Golfera per spiegare come usarle, come funziona la memoria, come allenarla e come rafforzarla.
    Golfera ha sempre detto e sostenuto di non aver inventato nulla, ma semmai di aver reso moderne tecniche usate da centinaia se non migliaia d’anni, prima delle memorie “estese” o “esterne” di cui oggi disponiamo. Che però non tolgono valore alla memoria naturale, del nostro cervello. Anzi, pare ormai assodato che allenare il cervello, e in particolare la memoria, ci preservi, in certa misura, assieme agli stili di vita, dal decadimento cognitivo.
    Le tecniche di Golfera sono l’attualizzazione di quelle esistenti da centinaia d’anni, che hanno reso “memorabili” personaggi come Cicerone, Pico della Mirandola, Giorano Bruno. A noi interessava cercare di capire se queste tecniche che si fondano molto sull’impiego delle emozioni e dell’immaginazione, trovassero una qualche spiegazione nelle neuroscienze. Negli studi attuali del cervello. Cosa che abbiamo spiegato sia nel “Grande Libro della Memoria” che nel precedente “La memoria emotiva”.

  6. E’ vero gli italiani sono terribilmente esterofili, v’è però da dire che Golfera è, tra i vari mnemonisti uno di quelli più ambigui. I suoi libri a dire il vero sono pratici e chiari (per quanto forse un po’ ripetitivi), ma nel corso della sua storia si è presentato prima come una sorta di genio, “l’uomo con più memoria al mondo”, approccio con il quale del resto ha dato il via al suo business. Successivamente, forse intuendo che presentandosi come “genio” non avrebbe avuto grande successo nell’insegnamento di queste tecniche antiche, ha invece cambiato profilo, suggerendo di avere invece avuto una scarsa memoria ai tempi della scuola media. Ora, anche solo in Italia di mnemonisti “famosi” ve ne sono altri, da Federico Soldati a Matteo Salvo, ma come accennava Stefano sopra, i corsi in aula, oltre a non poter (credo) insegnar granché perché queste tecniche si basano molto sulla costanza e sulla personalizzazione delle immagini mentali, costano veramente troppo. Anche lezioni intorno ai 500 se non ai mille euro, quando alla fine le tecniche sono molto simili e, con un certo impegno e la lettura di qualche libro si può comunque arrivare a degni risultati.
    Ad ogni modo, oltre a Buzan (che, sì, ha una certa ambiguità anche lui nella dicotomia filantropia\economia), ci sono personaggi come Dominic O’Brien – otto volte campione del mondo del world memory champion – che si sono dedicati alla divulgazione di queste interessanti tecniche.
    Libri e risorse da consigliare ce ne sarebbero tante quindi, ma già affidasi agli autori citati in questo commento potrebbe essere una possibile partenza o, per essere più specifico, altri esempi:
    Tony Buzan, use your memory (credo sia anche in italiano), che è molto pratico, forse anche troppo.
    Dominic o’Brien, How to Develop a Perfect Memory (1993)
    Matte
    Matteo Salvo (di cui però le lezioni dal vivo sono costose quasi quante quelle di golfera), Il segreto di una memoria prodigiosa, buono per una base.
    Ed Cook, remember remember

    Oh beh, ci sarebbe il de umbris idearum di Giordano Bruno, se si vuole andare ad una possibile fonte 🙂
    Ad ogni modo, importante da ricordare (appunto!) è che credo il vero uso di queste tecniche sia quello di usarle per apprendere altro, e non “solo” per dei trucchi da mentalista (per quanto la cosa possa essere affascinante), forse in questo personaggi come Ed Cook (non il body builder:P) e lo stesso Joshua Foer vanno più avanti di altri.

  7. Grazie per il commento ponderato, equilibrato e, soprattutto, documentato. Altra caratteristica tutta italiana, oltre all’esterofilia, e della rete, è schierarsi tra innocentisti e colpevolesti. Tra bianco e nero. Prediligendo la condanna e l’insulto, anziché il ragionamento.

    Riconosco a Golfera, come ho detto, il merito di aver rinverdito da noi l’interesse per le mnemotecniche e di essersi sempre ricondotto a Giordano Bruno e al De Umbris Idearum. Cosa che gli americani non si sono mai sognati di fare. Se ha letto Joshua Foer avrà trovato passi che richiamo quelli dei libri che abbiamo scritto con Golfera (tenendo pure conto del sito in inglese di quest’ultimo), oltre a quello, ad esempio, di Frances A. Yates. Altro merito di Golfera, quello di essersi prestato a tutti gli studi neuropsicologici che gli ho proposto (compreso il famoso passaggio al San Raffaele).

    Detto questo, l’arte della memoria è per fortuna tornata. Si sta evolvendo, col contributo di quanti lei elenca e di tutti coloro che la vogliano e possano utilizzare in un mondo sempre più di memorie esterne (o vicarie). Concordo sul fatto che il requisito principale sia l’esercizio e la costanza e, soprattutto, l’uso pratico, quotidiano che se ne può attuare.

    Per i resto, i mnemonisti tendono ad atteggiarsi a star, chi più e chi meno, utilizzano il marketing per vendere i loro corsi e, ovviamente, si fanno concorrenza. Come in qualsiasi campo delle attività umane. Specie in tempi di crisi, quando il mercato si contrae.

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