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Il sogno del cane parlante

Pubblicato da Pierangelo Garzia su 18 novembre 2009


Ho sempre nutrito un forte interesse per lo studio dei sogni. Penso che il sogno, al di là che si creda o meno alla lettura e alle intepretazioni psicoanalitiche (da Freud, Jung, in avanti), rivesta una importanza fondamentale per la comprensione del funzionamento della nostra stuttura mente-cervello.

Il sogno è senza dubbio un software di realtà virtuale che il nostro cervello attiva ogni notte, ma pure durante il giorno (in periodi che vengono definiti “onirosimili”, empiricamente corrispondenti a quando diciamo di “sognare ad oggi aperti”). Ne ho scritto in un articolo recente dal titolo “Il cervello virtuale“. E mi fa piacere che il massimo studioso contemporaneo di sonno e sogno (fase Rem), lo psichiatra Allan Hobson, che ho avuto modo in passato  di incontrare e intervistare, affermi concetti analoghi: il sogno è una sorta di programma di realtà virtuale che tiene allenato e prepara il nostro cervello ad affrontare il mondo reale (probabilmente questo è il motivo per cui i neonati trascorrano più del 50% del loro tempo dormendo e sognando).

Stanotte ho fatto uno di quei sogni che vengono definiti “tutelari”. Lasciano una protratta sensazione di pace, benessere e intuito creativo. Ho sognato di intrattenere una lunga conversazione con una Collie scura sul rapporto tra cani e uomini. La collie parlava e dissertava in modo competente ed amabile. Al che, entusiasta, esclamo: “Ma allora capite quanto diciamo, e potete pure parlare!”. E lei, di rimando: “Ma certo, cosa pensavi?!”.

Pubblicato in: Cervello, creatività, realtà virtuale, sogno, Sonno | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , | 5 Commenti »

 
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