Nutrirci e curarci. Il binomio sta diventando sempre più evidente. Ciò che facciamo ogni giorno, ai pasti e alle colazioni, d’ora in poi non dovrà essere visto unicamente come introduzione di “carburante”, ma piuttosto come la principale occasione per mantenere e magari accrescere lo stato di salute, oppure recuperarla se l’abbiamo perduta.
Il cibo come veleno oppure come medicina. La sapienza popolare l’ha sempre intuito e saputo. Ma oggi ne abbiamo le evidenze scientifiche. E la risposta arriva da quella nuova disciplina che si chiama “nutrigenomica”. In pratica come le sostanze biochimiche contenute negli alimenti entrano a fare parte delle nostre cellule e fanno esprimere i nostri geni. Nel bene o nel male. Se questo avviene, ed avviene, è semplice intuire come nell’arco di un’interva vita, da prima della nascita fino alla vecchiaia – attraverso 30-60 tonnellate di alimenti che ingeriamo in una vita media – sia possibile favorire l’insorgenza di malattie che non sono “semplicemente” l’obesità, ma pure patologie che hanno a che vedere con le alterazioni infiammatorie del nostro organismo.
Di tutto ciò si sta occupando da anni Filippo Ongaro, che ha scritto un libro chiaro ed efficace sulla nutrigenomica. Se lo avesse intitolato con il nome della nuova scienza della nutrizione, lo avrebbero letto ben pochi. Invece il volume ha un titolo altrettanto chiaro ed efficace: Mangia che ti passa. Uno sguardo rivoluzionario sul cibo per vivere più sani e più a lungo (Piemme).
Filippo Ongaro è considerato uno dei pionieri europei della medicina funzionale e anti-aging. Ha vissuto per molti anni all’estero, dove ha lavorato come medico degli astronauti presso l’Agenzia spaziale europea (Esa). Ha collaborato con la Nasa e l’Agenzia spaziale russa allo sviluppo di metodologie preventive e terapeutiche per contrastare l’invecchiamento accelerato a cui sono esposti gli astronauti in orbita. È vicepresidente dell’Associazione medici italiani anti-aging (Amia) e direttore sanitario dell’Istituto di medicina rigenerativa e anti-aging (Ismerian) di Treviso. Nel 2008 ha pubblicato Le 10 chiavi della salute (Salus Infirmorum).
Gli abbiamo rivolto alcune domande su cervello e alimentazione.
In che rapporto sono alimentazione e cervello?
Sono in un rapporto strettissimo. La ricerca ci suggerisce da tempo di abbandonare i vecchi concetti che separano mente e corpo. Il cervello è l’organo più importante e complesso del nostro corpo e necessita non solo di carburante ma della miscela corretta di nutrienti per funzionare al meglio.
Quali sono gli alimenti, sostanze dannose e quali quelle benefiche per il cervello?
In primo luogo è necessario ridurre il carico glicemico assumendo meno zuccheri e meno carboidrati raffinati. Sembra strano ma i muscoli e il cervello hanno bisogno di una glicemia il più possibile costante e vengono invece destabilizzati dai picchi alti così come da quelli bassi. Poi vanno assunte quantità sufficienti di acidi grassi omega 3 che sono un costituente fondamentale del sistema nervoso centrale. Aumentiamo quindi l’introito di pesce azzurro cercando il pesce pescato come gli sgombri, le sarde, le sardine.
Nel suo libro accenna al ruolo degli alimenti e dell’infiammazione nelle concause di malattie neurodegenrative come sclerosi multipla e Alzheimer, oppure di disturbi dell’umore come la depressione: quali sono gli alimenti che proteggono e quali quelli che danneggiano il sistema nervoso?
L’infiammazione assieme a glicazione e stress ossidativo sono i 3 fenomeni fisiopatologici alla base della degenerazione e della maggior parte delle malattie croniche. Occorre quindi agire per lo meno su questi 3 fronti anche con il cibo. Le regole sommariamente dette sopra vanno in questa direzione. Poi esistono numerose sostanze come l’aminoacido triptofano che hanno effetti sull’umore e il sonno aumentando serotonina e melatonina. Per aumentare la quantità di triptofano che entra nel cervello servono i carboidrati ma anche qui scegliamo quelli integrali. Se invece si cerca la concentrazione in quantità non esagerate sono ovviamente utili caffè e tè, se poi si sceglie il tè verde esso è ricco di catechine anti-ossidanti che riduranno lo stress ossidativo anche a livello cerebrale
Quali sviluppi futuri vede nel cibo come farmaco, in particolare nella sfera del buon funzionamento
cerebrale-emotivo?
Io credo e mi auguro che la nuova scienza della nutrizione continui a soprenderci con gli effetti curativi di molti alimenti. Quello che conta però è che questo sapere si trasformi rapidamente e da subito in protocolli di cura migliori. L’anello mancate è in questo caso è il medico che deve acquisire maggiori competenze in questo settore.
14 giugno 2011
Pubblicato da Pierangelo Garzia |
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Decine di articoli. Sia cartacei che online. E’ quanto ha scatenato una ricerca sugli aminoacidi a catena ramificata (in sigla BCAA, Branched-chain amino acids, in pratica leucina, isoleucina e valina) pubblicata dalla rivista scientifica Cell Metabolism. Aminoacidi che, tra l’altro, sono conosciuti, studiati e utlizzati da anni in vari ambiti (da quello sportivo a quello clinico, su pazienti con patologie debilitanti). Si tratta di uno studio multicentrico, realizzato sui ratti, condotto dall’Università di Milano, Pavia, Brescia e Istituto Auxologico di Milano.
In pratica da tale studio si evince che ratti a cui è stata somministrata acqua con una miscela dei tre suddetti aminoacidi, hanno amumentato la propria sopravvivenza del 12 per cento. I benefici si estendevano inoltre ad altri aspetti della vita dei topolini: maggiore coordinazione motoria e miglioramenti nella resistenza fisica. Per tale motivo si è immediatamente diffuso lo slogan che identifica tale miscela di aminoacidi come ”elisir di lunga vita”. Cosa che ha fatto storcere il naso a più di un clinico. Ma, al di là degli slogan ad effetto, la ricerca è davvero interessante, aperta a ulteriori sviluppi. Abbiamo interpellato il coordinatore della ricerca, Enzo Nisoli, professore associato di farmacologia (dipartimento di farmacologia, chemioterapia e tossicologia medica, facoltà di medicina e chirurgia dell’Università di Milano e ricercatore dell’Istituto Auxologico Italiano).
Cosa aggiunge questa ricerca a quanto già si sapeva sulla funzione degli aminoacidi essenziali?
Il risultato più eclatante è la dimostrazione che tali aminoacidi possono avere effetti sulla durata della vita media dei mammiferi. In particolare, si dimostra per la prima volta che l’estensione della sopravvivenza media si accompagna a un miglioramento dello stato di salute nei topi maschi. Non è tanto l’allungamento della vita massima che si vede con la supplementazione, quanto un allungamento della vita media che suggerisce proprio un miglioramento dei parametri metabolici dell’invecchiamento.
Come commenta certe critiche che già vi stanno muovendo (ad esempio: “no agli integratori, sì a carne e legumi”…)?
In maniera molto semplice. L’assunzione di proteine deve rientrare in una corretta dieta, secondo le percentuali stabilite dalle associazioni internazionali di nutrizione. Quindi, la dieta non può essere sbilanciata a favore delle proteine. La nostra supplementazione viene fatta su una dieta standard normale. Il secondo punto importante da sottolineare, è che l’assorbimento delle proteine implica la loro digestione con spesa di energia da parte dell’organismo. Per gli aminoacidi presenti nella miscela questa spesa non serve: vengono assorbiti direttamente nel tratto gastrointestinale (con un picco ematico tra 30 min e 2 ore). Questo fatto ha una rilevanza notevole proprio nei soggetti defedati (anziani o meno) in cui lo stato energetico globale è compromesso.
Ritenete vi sia già l’indicazione per suggerirne l’assunzione nell’uomo?
Ci sono già diversi lavori pubblicati su riviste di settore che dimostrano, anche se in popolazioni numericamente limitate di soggetti, effetti positivi in pazienti anziani affetti da scompenso cardiaco, sarcopenia, diabete, BPCO, oltre che nel recupero dall’ictus e dal trauma cranico.
Nell’uomo, come vanno assunti tali integratori (esistono vari prodotti in commercio: compresse, bustine solubili) e in che dosaggio?
Esiste una miscela brevettata che si è dimostrata la più efficace nell’indurre mitocondriogenesi nei nostri modelli (Aminotrofic, ErreKappa. Dosaggio 4-8 g/die, bustine solubili).
Vi sono possono essere effetti collaterali (ad esempio a livello renale o epatico)?
Non si riscontrano effetti collaterali, né a livello epatico né a livello renale.
Come risponde alle critiche secondo cui tali ricerche vanno a profitto delle aziende produttrici di tali composti?
Lo studio è stato sostenuto solo da finanziamenti istituzionali, dal Ministero, Miur, Comune di Milano, Università di Milano e, in parte, Università di Pavia. Abbiamo preso i parametri mitocondriali su miscele realizzate da noi, con singoli aminoacidi. Esistevano comunque già combinazioni diverse di utilizzo clinico, ad esempio – da noi indicata anche nel lavoro scientifico – quella del fisiologo spagnolo Gustavo Barja.
Trovano quindi conferma le intuizioni cliniche dei Dioguardi, padre e figlio, sugli impieghi di aminoacidi?
Nicola Dioguardi sperimentò gli aminoacidi nel trattamento delle epatopatie tossiche, ma poi si vide che non avevano efficacia in quell’ambito. Esiste una miscela messa a punto negli anni ottanta dal figlio Francesco che, all’epoca, faceva culturismo. Ma non hanno alcun effetto neanche nel body-building. Si è poi visto che hanno effetti validi negli anziani defedati: l’intuizione era giusta. Funzionano sugli umani che vanno incontro alle malattie dell’invecchiamento. Con questo lavoro pubblicato da Cell Metabolism noi supportiamo l’intuizione dei Dioguardi e altri dal punto di vista, come dicono gli anglosassoni, “meccanicistico”, cioè abbiamo fornito un meccanismo molecolare per spiegare perché funzionano.
Lei li prende?
No, perché ho meno di 50 anni. Non ne vedo la necessità in chi ha meno di 50 anni, sano, e neppure più avanti negli anni, se è sano e sta bene. Vanno bene in soggetti che stanno iniziando ad invecchiare: diciamo intorno ai 60, 65 anni.
Allora non li suggerisce come prevenzione?
Al contrario, li vedo come prevenzione. Anche intorno ai 55-60 anni, però se debilitati da qualche patologia. Chiariamo un altro concetto importante, su cui spesso si fa confusione: si tratta di supplementazione, non di integrazione. Cioè vanno assunti oltre al cibo, non per integrare qualcosa che non viene assunto col cibo. Nell’anziano ha comunque una ulteriore indicazione, perché vediamo persone oltre gli 80, 85 anni che mangiano meno carne, o comunque si alimentano male.
Questi composti hanno un costo elevato?
No. Gli aminoacidi di per sé non hanno un costo elevato. Costa il processo di purificazione. E comunque il giusto costo è di un euro a dose.
Come siete arrivati a questa idea sperimentale?
Un po’ come Silvio Garattini arrivò agli omega 3 e 6 ragionando sulle sostanze che potessero essere utili in determinate disfunzioni o patologie. Oppure come si arrivò alla messa a punto di prodotti contenenti resveratrolo. Detto questo, io ritengo che vi siano miscele di aminoacidi che possano funzionare più di quella che abbiamo studiato.
Il nostro lavoro dimostra che gli aminoacidi intervengono nella mitocondriogenesi, cioè fanno mitocondri. Lo abbiamo provato “in vivo”: sulla cellula, sui topi e su campioni di muscolo.
Ora stiamo lavorando sull’obesità. Da lì, del resto, è partita la nostra ricerca: sul tema della restrizione calorica. E’ chiaro che una miscela che fa aumentare i mitocondri e fa aumentare la sopravvivenza, è interessante anche ai fini della restrizione calorica. Stiamo studiando questo aspetto: ne riparliamo tra un anno.
12 ottobre 2010
Pubblicato da Pierangelo Garzia |
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Dan Buettner, esploratore e scrittore è un giornalista scientifico che ha realizzato numerose spedizioni globali interattive online. Il libro, pubblicato dalla National Geographic, riporta le sue ricerche sulla longevità e con il termine Zone Blu vengono definite le zone del globo ove vi è maggiore concentrazione di longevi. Fra le prime classificate è riportata l’isola di Okinawa, seguono la Sardegna, la cittadina di Loma Linda in California e la penisola di Nicoya nel Costa Rica. L’autore sintetizza in 9 punti i segreti di queste popolazioni e come pneumologo che si occupa di prevenzione e longevità nei fumatori…mi piace sintetizzarveli in questo blog.
Fatta la doverosa premessa che nessuno dei longevi ha mai fumato ecco i 9 punti:
1° camminare a passo relativamente svelto (5 km ora) per 30 minuti almeno 5 volte alla settimana
2° ridurre del 20 % l’apporto nutrizionale a conferma che la restrizione calorica è l’unico marker che sposta la sopravvivenza
3° puntare su una alimentazione ricca di cereali e povera di carni in particolare privilegiare le verdure crude . Mangiare tutti i giorni 25 grammi di frutta in guscio ( ricca di omega 3 ).
4° bere alcoolici con moderazione ma bere almeno un bicchiere di vino rosso al giorno ed in particolare il canonau sardo evidentemente ricco di resveratrolo integratore che senpre più sta diventando il best seller di questi ultimi anni
5° darsi uno scopo nella vita – consiglio valido a 360 gradi in quanto l’obbiettivo è comunque di svegliarsi al mattino con una motivazione che potrebbe anche semplicemente essere quella di accudire figli o nipoti o il proprio orticello….
6° rallentare il ritmo della propria vita anche semplicemente fermandosi ogni tanto a contemplare la natura , allontanarsi dal rumore e meditare. La meditazione sembra essere molto importante nel ridurre la infiammazione dei tessuti ed ormai è assodato che l’ infiammazione è la premessa di ogni malattia. Una alternativa alla meditazione, procedura non semplice per noi occidentali figli di Cartesio, potrebbe essere la respirazione secondo il metodo del prof. Buteiko. Esercitatevi 15 minuti due volte al giorno a fare solo 6 atti respiratori profondi al minuto e tutti i vostri parametri biologici rallenteranno. La pressione arteriosa si riduce , la frequenza cardiaca si abbassa e tutto il metabolismo rallenta. Il prof. Parati ha recentemente confermato questi dati in uno studio ad alta quota effettuato su un gruppo di volontari dell’Istituto Auxologico.
7° abbracciate una religione qualsiasi , anche il buddismo e partecipate almeno una volta al mese a riunioni di adepti.
8° occupatevi dei vostri famigliari o anche semplicemente dei vostri amici
9° abbiate un carattere gradevole e state assieme ad un amico o ad un parente almeno 30 minuti al giorno .
ed in tutto questo pare che la genetica incida solo del 25 % per non parlare degli eventi stocastici come quello di finire sotto una macchina…auguri cari amici e buon lavoro.
17 gennaio 2010
Pubblicato da esoresi |
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Ahimè, il principio della restrizione calorica come unico marker che aumenta la sopravvivenza già ampiamente dimostrato nei topi di laboratorio, è stato riconfermato recentemente su un gruppo di scimmie antropomorfe. Una parte di questi primati, infatti, tenuti a dieta di frutta e vegetali, in uno studio durato 25 anni, si è ammalata molto meno del gruppo che si alimentava liberamente, ed è sopravvissuto più a lungo. Morale: riducete il vostro apporto calorico da 2000 a 1600 se maschi, da 1800 a 1400 se femmine) ed il gioco è fatto!
21 ottobre 2009
Pubblicato da esoresi |
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L’OSSIDAZIONE è un processo biologico naturale ed indispensabile al nostro organismo in quanto è l’esito del consumo di ossigeno da parte dei tessuti. L’ossigeno infatti ci fornisce energie ma nel contempo il suo uso porta alla produzione di scorie note come radicali lberi dell’ossigeno.
Contenere la produzione di radicali liberi comporta , come conseguenza, minore invecchiamento e non a caso l’unico marker in grado di spostare la nostra sopravvivenza è la magrezza confermando pertanto il pricipio entropico per cui meno consumiamo energie tanto più campiamo. E’evidente che una modica quantità di radicali lberi dell’ossigeno definiti ROS è indispensabile per il buon funzionamento del nostro organismo . Alcuni radicali inoltre , come il superossido e l’ossido nitrico ( NO ) , fungono da messaggeri cellulari .
I ROS sono implicati in molte malattie associate al processo di invecchiamento dei tessuti quali l’atrosi e l’arteriosclerosi e sono prodotti in eccesso durante le situazioni di stress psico- fisico così come nelle persone in sovrappeso o obese o nei fumatori.
Effettuare perciò una valutazione del nostro bilancio ossidativo è importante in quanto ci consente di tenere sotto controllo la nostra salute e purtroppo la medicina ufficiale non tiene in giusta considerazione questo dato così importante dal punto di vista della prevenzione.
I laboratori di analisi attrezzati per questo tipo di ricerca sono pochi e personalmente con alcuni laboratori di analisi in Mlano mi sono coordinato per ottenere questi dati.
I test ematici che valutano il bilancio ossidativo sono noti come d.roms e BAP + uricemia e omocisteina . I d .roms misurano il livello di radicali liberi ed il loro valore dovrebbe essere contenuto entro le 300 U.C. ( Unità Caratelli ) mentre il BAP test valuta il nostro potenziale antiossidante che dovrebbe essere superiore alle 2.000 U.C.
La mia esperienza in una serie di ricerhe eseguite nei fumatori ha dimostrato che il livello di d.roms in fumatori di 20 sigarette al giorno è intorno alle 350 U.C. ed aumenta in considerazione dell’età del soggetto o in presenza di altre malattie.
Per quanto riguarda il valore del BAP questo è strettamente correlato al tipo di alimentazione ed è tanto più alto quanto più ci si nutre di frutta e verdura con poca carne rossa. L’aggiunta di integratori quali il resveratrolo e la curcuma fa salire notevolmente il livello del BAP ma in realtà non fa scendere il livello di radicali liberi.
8 ottobre 2009
Pubblicato da esoresi |
Cervello, Longevità, Malattie neurodegenerative, Metabolismo |
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La glicazione riguarda il metabolismo degli zuccheri ed è bene definita dall’indice glicemico
Fatto uguale ad uno il valore dell’indice glicemico dello zucchero quanto più ci allontaniamo dagli zuccheri tanto più l’indice glicemico sale ; quello del miele ad esempio è uguale a due ma quello dello sciroppo di agave sale addirittura a cinque.
Di conseguenza quanto più noi ci nutriamo di zuccheri o farine bianche o cibi raffinati ( pane . pasta , ecc ) tanto più sale l’indice glicemico ( cioè il tasso di zuccheri nel sangue ) questo comporta come conseguenza la liberazione di insulina da parte delle cellule del pancreas , l’insulina favorisce la penetrazione del glucosio nelle cellule , assieme all’insulina si lbera nell’organismo ache un ormone noto come IGF ( insulin like growt factor ) che stimola la crescita cellulare.
Insulina ed IGF assieme sono fattori favorenti l’infiammazione che a sua volta è il fattore favorente la nascita di tumori e dell’arteriosclerosi . Riducendo qundi l’apporto di zuccheri si leva la nutrizione ai tumori e si riduce il rischio di arteriosclerosi.
La stretegia alimentare di conseguenza deve essere basata sull’utilizzo di cibi a basso indice glcemico.
A conferma di queste osservazioni e cioè che i tumori si nutrono di zucchero vale l’osservazione che la PET ( scintigrafia ad emissione di positroni ), esame che identifica la presenza di un tumore, si esegue iniettando per via endovenosa nel paziente glucosio radio marcato che si va a fissare nel tessuto neoplastico.
Riassumo brevemente gli alimenti a basso indice glicemico ricordando che sul sito della mia associazione di prevenzione antifumo www.octopusmed.it è riportata una alimentazone anticancro ricca di interessanti informazioni.
Estratti dolcificanti naturali : sciroppo di agave , stevia , xilitolo , glicina , cioccolato fondente contenente almeno il 70 % di cacao.
Cereali ntegrali e miscelati : pane ai multicereali , riso integrale , basmati , tailandese , pasta cotta al dente ( meglio quella integrale o preparata con miscele di più cereali o di farina di farro ).
Lenticchie , piselli , fagioli , patate dolci ,fiocchi d’avena , muesli , all brain .
Frutta fresca , in particolare : mirtilli , ciliegie , lamponi , ananas , banane , arance , mandarini , meloni , pompelmi , papaia , prugne.
Concludo ricordandoche il cervello si nutre in prevalenza di zuccheri e quindi ogni tanto un caffè con un cucchiaino di zucchero possiamo anche concedercelo…
8 ottobre 2009
Pubblicato da esoresi |
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