Vi fareste impiantare un microchip nel cervello?
Ci stanno lavorando. Nel filone di quella che viene definita “brain-computer interface” (l’interfaccia cervello-sistemi informatici) si sta lavorando al progetto di microchip da impiantare direttamente nel cervello. In particolare, c’è un progetto dell’azienda elettronica americana Intel per trasformare gli impulsi elettrici del cervello in segnali radio che consentiranno di comunicare direttamente con apparecchiature elettroniche. Progetti da fantascienza, oggi. Ma realtà – più o meno cupa, a seconda dei punti di vista – domani.
Già oggi, vedere persone con minicuffia e microfono wireless a lato dell’orecchio, avvicina il momento in cui l’apparecchietto, dal timpano farà un saltino e, ancor più miniaturizzato, si piazzerà direttamente dentro la materia cerebrale. Pensate: si potrà telefonare, e soprattutto ricevere, senza fare il minimo movimento. E per gli sms? Direttamente nell’ippocampo. Da smistare poi verso la memoria a lungo termine e la neocorteccia, se è il caso. Incubo? Beh, un po’ sì.
Non per Andrew Chien, tra i responsabili del progetto Intel, che dice: “Vent’anni fa nessuno avrebbe potuto immaginare che oggi si sarebbe andati in giro con computer portatili che usiamo tutto il giorno. Oggi invece appare la cosa più normale del mondo. Con questo voglio dire che l’essere umano si adatta molto facilmente ai cambiamenti. Queste ricerche avranno enorme sviluppo in futuro”.
Ben diverso, naturalmente, il discorso se parliamo di disabilità e, quindi, la possibilità di poter controllare direttamente, ad esempio, una sedia a rotelle (progetto sviluppato da Toyota). Oppure di soluzioni microelettroniche sperimentate di recente su non vedenti che abbiano preservato il nervo ottico. Insomma, la via verso un’umanità “potenziata” dalla miniaturizzazione elettronica è aperta. Secondo chi vi scorge l’aspetto oscuro, sarebbe l’ennesimo tentativo di metterci tutti quanti sotto controllo. In definitiva: un vero e prorio Grande Fratello alla Orwell. Secondo altri, un futuro da cyborg non farebbe che ampliare le nostre possibilità di umani. E destinarci a un radioso avvenire, post-umano.
Obama e gli Ufo
La storia è davvero singolare. Circola da mesi tra il popolo della rete. E’ comparsa su alcuni quotidiani e in tv. Su riviste di ufologia e nei passaparola. Il presidente Barack Obama dovrebbe tenere oggi, 27 novembre 2009, una storica conferenza stampa nel corso della quale annuncerebbe la realtà degli Ufo. Non solo. Ma pure che da anni (forse dal remoto passato) veicoli interplanetari visitano il nostro pianeta. Vi sono già stati contatti e scambi tra terrestri ed extraterrestri. La varietà delle etnie aliene. Per tutti gli appassionati di fantascienza ed ufologia, sarebbe il giorno della riscossa.
Basta risolini scettici. Basta sguardi supponenti. Basta coi soliti discorsi, del tipo: esistono sicuramente altri mondi abitati, esseri più evoluti di noi, ma le distanze di anni luce dalla stella più vicina non consentono ad alcune astronave di raggiungerci. Il capo dello stato più potente del mondo rivelerà finalmente la verità sull’Ufo crash di Roswell, sulla mitica e inaccessibile area 51, cosa gli astronauti hanno trovato sulla Luna e ora, le sonde, su Marte. Con un colpo di spugna Obama cancellerà 60 anni di cover-up. Magari parlerà pure di retroingegneria (la presunta utilizzazione di tecnologia aliena per lo sviluppo di applicazioni come i microchip, le fibre ottiche e, magari, pure il web) e dei cerchi nel grano.
Si, beh. Sarebbe bello. Magari pure per Margherita Hack (pensate soltanto al gioco di parole “Bar-Hack” su cui si lancerebbero gli appassionati di misteri) che, da astronoma e divulgatrice scientifica, non ha mai fatto mancare i suoi commenti salaci, in buon accento toscano, all’indirizzo di Ufo ed ufologi. Però ha sempre aggiunto che, se gli alieni arrivassero davvero sulla terra, le farebbe comunque piacere scambiarci quattro chiacchiere, magari su natura ed origine dell’universo.
Sì, beh. Sarebbe bello. In realtà anche questo 27 novembre passerà senza che Obama annunci al mondo la realtà di Ufo ed alieni. Torneremo a sentirci soli nell’universo. A sperare che, forse un giorno, avremo la benedetta certezza su Ufo e alieni. Ma, nel frattempo, gli extraterrestri rideranno. Sarà l’ulteriore esperimento su come funziona la nostra mente di terricoli. Sulle nostre attese e delusioni. Su come si diffondono le voci. Specialmente nell’era del web. E magari è un’altra tattica della “new cover-up” fatta di verità parziali, informazioni caotiche e fumose rilasciate da coloro che sono stati ribattezzati i “rivelatori”. Strani soggetti, spesso ex militari Usa in età pensionabile, che dicono e non dicono, rivelano e celano. L’equivalente moderno dei Mib, men in black, che, dopo la famosa serie di film, non farebbero più paura neppure ad un bimbo. Allora cosa fanno? Secondo gli ufologi, screditano l’argomento e confondono ulteriormente le idee alla gente. In un’epoca in cui siamo sommersi dalle notizie. Direttamente reperibili, grazie al web. Ed è sempre più arduo, in certi casi, distinguere il vero dal falso. In un caso o nell’altro, proprio un bell’esperimento di sociopsicologia.
Sono proprio io!
Leggete il seguente profilo di personalità tracciato a suo tempo da Bertram Forer. Si rivolge sia a uomini che a donne. Vi riconoscete? Se sì, potreste entrare a far parte di un club molto esclusivo…
Vuoi che gli altri ti amino e ti ammirino. Hai la tendenza ad essere autocritico. Possiedi un notevole potenziale inutilizzato che non hai sfruttato a tuo favore. Pur avendo alcuni punti deboli, in genere riesci a compensarli. Rigoroso e dotato di autocontrollo fuori, tendi a essere inquieto e insicuro dentro. Talvolta hai seri dubbi sul fatto di aver preso la decisione giusta o fatto la cosa giusta. Preferisci un pizzico di cambiamento e varietà, e ti senti frustrato quando sei ostacolato da restrizioni e limitazioni. Ti vanti di essere un pensatore indipendente, e non accetti le affermazioni degli altri senza prove concrete. Ti è tuttavia sembrato incauto essere troppo schietto nel rivelarti agli altri. A volte sei estroverso, affabile e socievole, mentre in altre occasioni sei introverso, diffidente e riservato. Alcune delle tue aspirazioni tendono ad essere poco realistiche.
Asma e terapie integrate: una risposta
Il convegno si è svolto con gran successo ma il prof. Minelli è stato molto esaustivo nel dire che a tutt’oggi non esistono terapie scientificamente validate che possano risolvere il problema dell’asma. La malattia è infatti multifattoriale ed è necessario un approccio olistico che agisca sulle molteplici cause in primis quella dell’inquinamento ambientale. Causa prima dell’asma infatti è l’infiammazione delle vie aeree e quindi inalare giornalmente elevati livelli di PM 10 come avviene ad esempio in Milano, rappresenta il primum movens della insorgenza dell’asma e della sua gravità.
Per il resto la terapia vincente è quella farmacologica basata sui broncodilatatori a lungo termine e sui cortisonici da inalare che bloccano il processo infiammatorio delle piccole vie bronchiali. Un aiuto integrato lo si può ottenere con l’agopuntura anche se questa terapia, per ora , è stata validata dalla OMS solo per il trattamento del dolore.
Il sogno del cane parlante
Ho sempre nutrito un forte interesse per lo studio dei sogni. Penso che il sogno, al di là che si creda o meno alla lettura e alle intepretazioni psicoanalitiche (da Freud, Jung, in avanti), rivesta una importanza fondamentale per la comprensione del funzionamento della nostra stuttura mente-cervello.
Il sogno è senza dubbio un software di realtà virtuale che il nostro cervello attiva ogni notte, ma pure durante il giorno (in periodi che vengono definiti “onirosimili”, empiricamente corrispondenti a quando diciamo di “sognare ad oggi aperti”). Ne ho scritto in un articolo recente dal titolo “Il cervello virtuale“. E mi fa piacere che il massimo studioso contemporaneo di sonno e sogno (fase Rem), lo psichiatra Allan Hobson, che ho avuto modo in passato di incontrare e intervistare, affermi concetti analoghi: il sogno è una sorta di programma di realtà virtuale che tiene allenato e prepara il nostro cervello ad affrontare il mondo reale (probabilmente questo è il motivo per cui i neonati trascorrano più del 50% del loro tempo dormendo e sognando).
Stanotte ho fatto uno di quei sogni che vengono definiti “tutelari”. Lasciano una protratta sensazione di pace, benessere e intuito creativo. Ho sognato di intrattenere una lunga conversazione con una Collie scura sul rapporto tra cani e uomini. La collie parlava e dissertava in modo competente ed amabile. Al che, entusiasta, esclamo: “Ma allora capite quanto diciamo, e potete pure parlare!”. E lei, di rimando: “Ma certo, cosa pensavi?!”.
Ma il toxoplasma è più furbo del serpente dal muso di porco?
La toxoplasmosi è una malattia, sostenuta dal toxoplasma, pericolosa solo per le donne in cinta . Questo furbissimo microrganismo ha come unico obbiettivo quello di albergare nello stomaco del gatto che poi la trasmette all’uomo attraverso la saliva. Ed allora cosa ha escogitato ? Mister toxoplasma, nelle fogne in cui alberga, si fa mangiare dal topo, quindi attraverso il circolo sanguigno risale fino al cervello ed altera una proteina che fa passare al topo la paura di essere mangiato dal gatto. A questo punto il gioco è fatto ed il toxoplasma raggiunge così il suo obbiettivo . Come vedete, cari amici, il programma genetico finalizzato alla sopravvivenza della specie si è realizzato in modo perfetto e quindi potremmo parlare di ”toxoplasma sapiens”?
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